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19 Luglio 2016

Cambiare vita per lavoro: quali fattori pesano?

Non vi è mai capitato di essere contattati da un headhunter? Da qualcuno che vi chiamasse e vi dicesse “Vorrei sottoporre alla sua attenzione una nuova opportunità professionale”?
Nello svolgere il nostro lavoro questa è una frase che ripetiamo frequentemente. La richiesta dei nostri clienti, che sta alla base di questo lavoro, è spesso quella di individuare un profilo professionale già formato che possa ricoprire un ruolo di responsabilità all’interno dell’organigramma. Va da se che queste competenze quasi sempre si trovano dai competitor dei nostri clienti.
Quando viene richiesto l’intervento di un headhunter spesso si tratta di ruoli strategici o apicali nei quali le competenze tecniche sul prodotto o sul settore sono fondamentali.
Una delle variabili i gioco è a volte anche l’aspetto geografico.

Se sul piatto una azienda può mettere un ruolo sfidante, un progetto di crescita e un pacchetto economico interessante ci sono altri fattori che pesano nella scelta di un candidato:
Se, per esempio, l’azienda si trova lontano dall’attuale residenza del candidato o se si tratta di un ruolo che porterà a svolgere lunghi viaggi all’estero questo potrebbe impattare fortemente sulla vita personale di un professionista.
Negli ultimi anni, come consulente, spesso mi sono trovato ad affrontare questo tipo di criticità e il ruolo di intermediario diventa ancora più importante. Si deve conquistare la fiducia del candidato in maniera tale che realmente posso comunicarci quali possano essere le sue perplessità in un cambio di vita, le sue paure in alcuni casi…
Di fronte a queste scelte tendenzialmente l’elemento più importante è quello familiare: noi consigliamo sempre ai nostri clienti, se possibile, di mostrare la propria apertura verso un supporto (economico ma non solo) nei confronti del candidato che deve magari trasferire una intera famiglia a migliaia di chilometri di distanza.
Allo stesso tempo cerchiamo di mettere in luce che realmente possono essere i valori aggiunti di una opportunità professionale, di far guardare lontano le persone di fronte a scelte radicali.
E’ vero che nel mondo moderno si pretende che i manager abbiano la capacità di fare delle scelte i tempi rapidi, di essere concreti e decisi ma è anche vero che le scelte che coinvolgono la sfera personale richiedono sempre una profonda riflessione.

Nel nostro ruolo spesso non basta essere bravi nel cercare e selezionare le persone ma bisogna anche avere le capacità e l’intelligenza di essere un consigliere efficace per chi ha di fronte una scelta che determinerà il suo futuro.

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