È ormai assodato che, per quanto si possa cercare di fermare l’avanzamento di robot e computer, molti lavori attualmente svolti da persone cesseranno di esistere o subiranno cambiamenti talmente radicali da risultare irriconoscibili.

Ma se anche nello sport gli atleti del futuro fossero dei robot? Il calcio non è sicuramente immune alla rivoluzione tecnologica e l’utilizzo di computer e robot è sempre più diffuso, basti pensare a sofisticati sensori che monitorano l’attività di un calciatore in campo per formulare dei dati oggettivi sulla prestazione o l’utilizzo dei droni per la visualizzazione dall’alto dello scacchiere tattico (Maurizio Sarri docet) o, ancora, sofisticati algoritmi di scouting che segnalano ai talent scout i talenti su cui puntare.

Se già riteniamo alcuni moderni calciatori assimilabili a veri e propri automi, per esempio la “macchina perfetta” Cristiano Ronaldo, perché non potremmo assistere ad atleti fatti di acciaio e microchip? L’avanzamento in campo dell’ IoT (Internet of Things) e delle intelligenze artificiali (AI) consente alle macchine di “parlare” tra di loro, pertanto si potrebbe assistere ad una affinità in campo da gioco degna del duo Messi-Suarez, con infinite combinazioni tecnico tattiche che farebbero impallidire anche Arrigo Sacchi.

In campo già qualcosa si è mosso. Il Manchester City, Club sempre molto attento al marketing e all’innovazione, mise in scena in un evento del 2016 ideato per gli sponsor, un trasferimento del robot-calciatore Alpha2.
Alpha2 è un robot umanoide prodotto da Ubtech, azienda cinese leader nel campo dell’intelligenza artificiale e della robotica. Chiaramente fu una semplice campagna di marketing per generare interesse intorno al Club e ad Ubtech stessa ma senza dubbio fu anche qualcosa di più concreto ed un messaggio molto chiaro per il mondo dello sport.

Robocup è un iniziativa nata nel 1993 con l’obiettivo dichiarato di portare una squadra interamente composta da robot a sfidare la nazionale campione del mondo entro il 2050. Dal 1998, la manifestazione si svolge ogni anno in paesi diversi e vede quattro categorie di robo-atleti darsi battaglia sul rettangolo verde. Come si può facilmente immaginare, il livello di gioco non è dei migliori e i robot risultano ancora goffi e macchinosi ma chissà se un giorno riusciremo a vedere la nazionale campione del mondo battersi contro una selezione di robot quasi come in uno spot televisivo anni 90.

Insomma, si parla molto di macchine che rimpiazzeranno gli esseri umani per svolgere mansioni di vario genere… e se tra queste categorie ci fossero anche i calciatori?

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