Mi è stato chiesto recentemente in che modo sono solito scegliere i consulenti e su che base scegliessi la divisione più adeguata nella quale cominciare a sviluppare la propria professionalità.

Non è una banalità e spesso si sottovaluta l’importanza di indirizzare un consulente giovane verso la propria strada, in maniera tale che possa realizzare i propri sogni nel modo più facile rispetto alle proprie caratteristiche.

Esistono diverse correnti di pensiero: estremizzando c’è chi vede nel consulente un professionista dalle competenze assolutamente tecniche, proveniente dal settore, con l’obiettivo di sponsorizzare i candidati presso i propri clienti, spesso senza fantasia, ma con conoscenze che entrano nel particolare. D’altra parte invece c’è chi sceglie il consulente sulla base di una mera impressione soggettiva, che mette in risalto empatia, passione ed energia della persona.

La mia visione, e la mia risposta alla domanda iniziale è che da una parte si debba puntare su consulenti che abbiano un bagaglio tecnico importante, frutto delle esperienze e della formazione acquisita, senza mai cadere nel tecnicismo puro. Invece dal punto di vista emotivo e quindi meno tecnico, mettiamo spesso poco in risalto la figura della guida, del tutor che deve tirar fuori il meglio dai propri consulenti, dando loro l’opportunità di sbagliare sul campo, ma nel contempo di prendere man mano maggiori responsabilità.

In Hunters Group vogliamo che in ciascuna divisione ci siano persone con competenze molto forti (ad esempio Ingegneri nel Tecnico ed Informatici nell’IT), ma che oltre questo possano metterci del proprio e che possano essere guidati verso una crescita personale sempre più importante.

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