Da diverso tempo ormai sentiamo parlare di intelligenza artificiale (AI): ma alla fine, che cosa è? E chi se ne occupa?

L’AI è un campo totalmente nuovo che ha rivoluzionato (e rivoluzionerà) il modo di percepire e interpretare il mondo che ci circonda; tutti noi infatti abbiamo sentito parlare almeno una volta di “robot che apprendono” meglio degli umani con possibilità di errore bassissime ma una cosa non ci siamo chiesti: come è possibile?

Negli ultimi anni la programmazione software collegata ad un (imponente) sviluppo di hardware all’avanguardia (basti pensare alle protesi robotiche) ha prodotto risultati incredibili, i quali sono stati replicati successivamente anche su concetti più astratti che hanno portato alla formulazione e sviluppo di veri e propri sistemi di apprendimento.
Tutto questo ovviamente è stato possibile grazie allo sviluppo dell’analisi dei Big Data e di mezzi in grado di poterli elaborare in grande quantità e in tempi brevi senza un supporto fisico.

La grande sfida delle aziende in questo settore (e non solo) sarà pertanto quella di rimanere all’avanguardia nella formazione (o acquisizione di competenze esterne) di persone in grado di tenere sempre alto il livello di integrazione dei Big Data su un sistema applicativo di apprendimento. 

Compito delle figure in questione è pertanto quello di riuscire ad “inserire” il maggior numero di dati possibili all’interno di queste memorie artificiali rendendo (quasi) illimitate le “casistiche” con cui il sistema dovrà approcciarsi, tenendo quindi sempre alta l’attenzione su sistemi di programmazione più snelli e agili che consentano un’evoluzione sempre maggiore in questo ambito.
Compito dei professionisti invece è quello di tenere altissimo il livello di formazione già a partire dagli studi intrapresi e per far questo anche le università si stanno attrezzando per aumentare il livello di formazione dei (futuri) professionisti in questo settore.

Vorrei concludere però ricordando un elemento fondamentale: l’essere umano si evolve e apprende anche (e soprattutto) grazie alla curiosità, fattore che ci differenzierà sempre dai Robot!

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