Ormai da alcuni anni il termine industria 4.0 è entrato nel vocabolario comune quando si parla della nuova rivoluzione che sta interessando il mondo industriale.

Ma cosa si intende con esattezza con industria 4.0 e quali sono le competenze necessarie per sopravvivere ai cambiamenti che la rivoluzione industriale porta con sé?

Facciamo innanzi tutto chiarezza sul significato. Con industria 4.0, espressione coniata nell’ormai lontano 2011 in occasione di una fiera tecnologica, si intende un nuovo modello industriale, dove l’automazione e l’interazione uomo-macchina hanno un ruolo preponderante, supportate e rese efficienti dall’uso e dall’analisi dei big data. I sistemi industriali automatizzati inoltre sono in grado si interagire con altri sistemi, consentendo alle aziende di interagire a loro volta con strutture esterne.

Le competenze necessarie per sostenere i cambiamenti portati dall’industria 4.0 sono essenzialmente legate al mondo digital e ICT. I dati dell’Istat indicano come l’Italia sia ancora molto indietro rispetto agli altri Paesi dell’UE, con solo un 23% di competenze digitali diffuse nella forza lavoro, contro il 32% medio.

Tuttavia secondo la ricerca dell’Osservatorio sulle competenze digitali 2017 del Politecnico di Milano, nei prossimi anni la rivoluzione tecnologica portata dall’industria 4.0 creerà 850.000 nuovi posti di lavoro. Allora quali competenze si dovranno possedere per beneficiare di questi cambiamenti in atto? Innanzitutto saranno indispensabili professionisti con competenze nell’ambito dei big data, che sappiano estrarli e sappiano lavorare con essi al fine di ottenere le informazioni necessarie a supportare il business. Inoltre diventeranno sempre più importanti le competenze legate allo sviluppo software, principalmente legati all’ambito dell’automazione industriale: software che permettano di automatizzare in parte i processi di produzione e software che consentano ai sistemi industriali di collegarsi tra loro o a sistemi esterni in ottica di integrazione di funzioni.

Fondamentali però risulteranno essere anche competenze in ambito cyber security e protezione dati, proprio perché su di essi si basa l’impalcatura informatica dell’industria 4.0.

A fare da cornice a queste competenze specifiche serviranno inoltre competenze più strategiche a livello manageriale, al fine di definire la strategia ottimale di adozione delle innovazioni tecnologiche, prevedendo piani di assunzione ad hoc e di formazione per le risorse già presenti. Sempre secondo la ricerca dell’Osservatorio, l’8% delle aziende selezionerà nuovo personale o avvierà collaborazioni per l’acquisizione delle skill chiave per la trasformazione digitale, la quale porterà all’automatizzazione del solo 30% dei processi. Rimarrà quindi indispensabile il contributo umano ma allineato con i cambiamenti in atto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Navigazione articoli