Parola d’ordine: welfare!

A partire dalla Legge di Stabilità 2016, confermata ed estesa da quella del 2017, il Governo ha intrapreso una serie di provvedimenti per incentivare l’adozione di piani welfare aziendali attraverso il premio di produttività e l’ampliamento dei servizi, mediante l’aggiornamento dell’art. 51 del TUIR.
È partita quindi la corsa all’adozione del piano più interessante e oggi tutte le aziende, a diversi livelli, parlano di welfare, sia esso tradizionale o flexible; alcune addirittura hanno “importato” dall’America la figura del CHO, il Chief Happiness Officer, un Manager addetto alla felicità dei dipendenti.

Un fenomeno, quello dell’implementazione di piani welfare aziendali, che negli ultimi anni ha visto coinvolte principalmente multinazionali americane o start-up digitali, inducendo i candidati a valutare in fase di trattativa aspetti del pacchetto retributivo che poco hanno a che fare con la R.A.L.; va da sé che anche le aziende appartenenti ad altri comparti industriali si sono dovute adattare alle nuove richieste del mercato.

Al di là dei cavilli normativi, noi head hunter non possiamo che interrogarci su questa virata di rotta del mercato del lavoro e sui cambiamenti che comporterà per il mondo della ricerca e selezione del personale. Se prima la conciliazione tra vita e lavoro passava tipicamente attraverso l’inserimento di neomamme con contratti part-time e l’erogazione di qualche premio una tantum al dipendente del mese, oggi il welfare interessa tutti i dipendenti, qualsiasi sia la fascia di età, lo status familiare o il sesso.
Ad un mondo lavorativo che richiede una crescente disponibilità al dipendente in termini di tempo​, sempre più mail, telefonate e riunioni a cui presenziare, il dipendente risponde ricercando quell’azienda che gli possa garantire un equilibrio o, per lo meno, un ritorno pseudo-economico dell’investimento di tempo; c’è da dire che gli imprenditori, dal canto loro, sono sempre più sensibili a questa necessità, anche aiutati dalle opportunità legislative.

Il 2018 ci traghetterà verso l’Industria 4.0, ma finché le aziende saranno costituite e funzioneranno grazie alle persone, sarà il benessere di quest’ultime, dentro e fuori l’azienda, a contribuire al successo dell’impresa. Questo è l’assunto che guiderà ogni trattativa. Parola d’ordine: welfare!

Buona lettura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Navigazione articoli