Se si dovesse individuare una costante che gli ultimi vent’anni hanno visto caratterizzare la dimensione manageriale di una società, essa si capitolerebbe nell’esigenza di adattamento agli scenari di un mercato mutevole e globalizzato.

Alla linea dirigenziale viene oggi chiesto un approccio che contempli una gestione ad alto tasso di complessità, decisamente superiore a quello concepito quando le logiche di mercato erano ponderate da aree geograficamente limitate e da fattori tendenzialmente statici.

Rappresentando la dimensione produttiva di una società, la responsabilità di presidiare e governare uno stabilimento è tra le funzioni apicali più esposte a tale cambiamento.
Compatibilmente al grado di struttura della società, in essa tendono a convergere tutte le funzioni aziendali ad eccezione di quella commerciale e finanziaria, ragion per cui alla figura di Direttore di Stabilimento viene richiesta una consapevolezza gestionale che va ben oltre quella connessa ad un comparto produttivo e alle risorse preposte.

I tradizionali KPI (Key Performance Indicator) basati sul raggiungimento di obiettivi legati a parametri di produttività e cost saving numerici, risultano ad oggi scontati e parzialmente rappresentativi.

Capacità di analisi volta ad un approccio di lean manufacturing e gestione del miglioramento continuo non circoscritto al solo livello di processo, ma più ampiamente all’attività di supply chain, evidenziano oggi la misura e il controllo dei parametri prestazionali di uno stabilimento.

In misura analoga, la validazione di effettive competenze di gestione del personale si palesa su nuovi attributi di carattere squisitamente mangeriale, tal volta detti soft skills, incentrati su doti di preminenza, fattori di intelligenza emotiva, supporto al raggiungimento degli obiettivi, capacità comunicativa e motivazionale, gestione dello stress.
La tendenza verso un assetto di lavoro strutturato su logiche di team all’interno delle singole funzioni aziendali, porta ad una ridefinizione delle doti necessarie del manager preposto. Termini anglosassoni quali leadership, goal setting, coaching, team working, rappresentano requisiti imprescindibili per una linea dirigenziale moderna.

Sul fronte retributivo, la figura di Direttore di Stabilimento in Italia si configura all’interno di un ventaglio molto ampio, strettamente legato ai margini operativi e indici di redditività, oltre che a dimensione e grado di struttura della realtà ove opera. Al netto di considerare società con dipendenti al di sotto delle 10 unità, in termini di retribuzione annua lorda (RAL), la forbice parte da 60 mila euro in realtà semi strutturate e a carattere padronale, fino a 200 mila in realtà di corporate a respiro internazionale, esclusi MBO, quote variabili, partecipazioni azionarie, pacchetti assicurativi e fringe benefits.

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