Non esistono, in termini generali, persone “giuste” o persone “sbagliate”: un processo selettivo, infatti, non è mai teso alla valutazione della persona ma deve – attraverso un iter selettivo più o meno strutturato – individuare quei candidati che meglio rispondono alle caratteristiche del profilo ricercato. Bisogna affrontare, quindi, questo momento come un’occasione di cambiamento e comunque di crescita personale.

Come ci si può preparare dunque al colloquio?
Innanzitutto, è importante operare un’autovalutazione puntuale delle tue risorse personali e dei tuoi limiti; di sicuro questo “bilancio” personale ti consentirà di definire obiettivi professionali “realistici”, che ti consentiranno, almeno, di essere preso in considerazione come candidato alla selezione.
Ovviamente per diminuire o evitare il carico psicologico del colloquio di selezione, conviene giungere all’appuntamento preparati. E’ necessario chiarirsi le idee ed essere consapevoli di quali siano gli stimoli, gli obiettivi e le motivazioni che ti hanno portato a cercare la posizione per cui ti sei candidato. Occorre
sempre ricordare che il colloquio risulterà più fluido e piacevole, se il candidato rimarrà se stesso, riducendo la probabilità di manifestare segnali incongruenti rispetto a sé e a ciò che dice.

Di seguito, in pillole, alcuni spunti per affrontare il colloquio al meglio:

  • Raccogliere informazioni riguardanti la posizione richiesta, le caratteristiche dell’azienda presso cui ci si propone, ovvero dimensioni, prodotti/servizi offerti, settore di attività etc.
  • Rileggere con attenzione il proprio curriculum per essere in grado di esporlo in modo sintetico, preciso e chiaro.
  • Prepararsi in anticipo a rispondere alle possibili domande, spesso odiate dai candidati, che possono essere poste dal selezionatore (per esempio: “Perché si è candidato proprio a questa opportunità professionale?”, “Perché lei dovrebbe essere la persona giusta per questa posizione?”).
  • Accertarsi del nome del selezionatore, della data, dell’ora (è sempre gradita la puntualità o, in alternativa, cinque minuti di anticipo) e del luogo del colloquio. Una mancanza di attenzione su questi dati può indisporre perché significa che non si è data abbastanza attenzione al colloquio in questione.
  • Ultimo consiglio ma non meno importante degli altri: presentarsi in modo ordinato e puntuale all’appuntamento.

La prima impressione, infatti, è davvero importante e può essere ricondotta a ciò che gli psicologi chiamano “thin-slicing”, ovvero è la capacità di ogni essere umano di trovare modelli basati solamente su precedenti brevi esperienze di vita.
In italiano, più semplicemente, potremmo ridefinirla come la scienza della prima impressione.
Secondo la psicologia, infatti, ci sono alcuni lati caratteriali di ogni persona che possono essere captati dopo pochi secondi dal primo incontro. Poco importa se poi si rivelino impressioni corrette o sbagliate.

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