Nuove sfide professionali e cambiamento

Valuto un cambiamento perché sto cercando nuovi stimoli”. Questa frase, spesso annoverata nel vocabolario del candidato che vuole mostrare interesse nei confronti della posizione proposta, apre la strada ad una serie di approfondimenti che talvolta possono risultare controproducenti rispetto la finalità cui mira il professionista in questione.

Innanzitutto rimane fondamentale dare un nome e cognome agli “stimoli” che governano la ricerca del candidato: si cerca un cambio di settore o semplicemente un nuovo ambiente lavorativo? Si ricerca un avanzamento di carriera o un cambio di funzione? Si cerca un nuovo progetto o la possibilità di gestire un team?

E’ evidente che, rispetto ai percorsi professionali descritti nei cv di 15 anni fa, quando i candidati sposavano una bandiera e vivevano l’appartenenza aziendale come fattore etico prioritario, le esigenze dei professionisti di oggi sono cambiate molto: il lavoro ha assunto un valore sempre più identificativo della capacità espressiva della propria personalità e, con essa, deve essere vario e deve rinnovarsi continuamente e continuativamente.

Su questo sfondo, però, è sempre più palese anche la tendenza ad “istericizzare” questo bisogno ed è qui che, ancora una volta, l’head hunter può guidare candidato e cliente in un incontro che possa essere fruttuoso per entrambi. Non è detto infatti che la ricerca di nuovi stimoli debba coincidere necessariamente con l’apertura del candidato verso l’esterno così come non è detto che la voglia di testare nuove sfide professionali lo porti in un’azienda che, per quanto abbia una forte progettualità, investendo tempo e denaro in un’interrogazione del mercato del lavoro, persegue nella maggior parte dei casi un inserimento che tenda alla stabilizzazione.

Che fare dunque? Consulenti votati all’head hunting ormai l’hanno sperimentato più volte. L’unica arma è l’ascolto e il consiglio: ascolto del candidato per capirne le reali necessità, ascolto del cliente per chiarirne gli obiettivi, guida di entrambi verso una gestione efficace del tanto anelato “cambiamento”.

Buon lavoro,

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