Il CIO o Chief Information Officer, è il un manager che fa parte del board di un’azienda, alle dirette dipendenze del CEO, che si occupa della gestione di tutta la struttura informativa dell’azienda stessa.

Il CIO ha un background tecnico solido ma per ricoprire questo ruolo sono indispensabili anche skill che vadano oltre la mera esperienza tecnologica. Servono spiccate doti comunicative e manageriali per gestire relazioni con le diverse funzioni aziendali, tecniche e non, e soprattutto con la direzione, oltre che un’ampia visione del business aziendale per far si che la gestione delle infrastrutture vada a supporto della strategia e a miglioramento del business stesso.

Le funzioni del CIO sono molteplici: va ad intervenire, coordinando le persone che se ne occupano e i progetti in atto, sull’infrastruttura aziendale per quanto concerne i sistemi informatici e la comunicazione, sul parco applicativi e sulla sua implementazione, sulla raccolta, gestione e utilizzo dei dati e delle informazioni aziendali e infine sulle tematiche legate alla sicurezza e le performance di tutta la struttura informatica.

Il ruolo del CIO è certamente molto impattante e di grande responsabilità all’interno delle organizzazioni, sempre di più man mano che esse si muovono sulla strada dell’innovazione. In questo percorso, anche il significato dell’acronimo sta cambiando accezione: da Chief Information a Chief Innovation Officer, a sottolineare come questo sia uno dei ruoli chiave per l’attuazione della trasformazione digitale e per questo deve essere in grado di anticipare e cavalcare le tendenze in atto nel mondo IT. Tuttavia, proprio per l’importanza che esso riveste, è anche un ruolo molto rischioso, tanto che sia stato suggerito di rendere l’acronimo con Career is over. Infatti qualora un CIO non riuscisse a risolvere un problema serio in azienda, specialmente in termini di sicurezza visti i recenti cambiamenti in ambito regolamentazioni, potrebbe essere costretto a dimettersi.

Tuttavia, per quanto rischiosa, la posizione di CIO garantisce un compenso proporzionato ai rischi: in Italia lo stipendio medio si attesta intorno a 120.000 € annui esclusi i bonus, ma può aumentare fino a 150.000 €. All’estero le cifre salgono ulteriormente toccando una media di 200.000 $ all’anno esclusi i bonus negli Stati Uniti.

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