Sempre più spesso, si sente parlare di dermocosmesi. Questo termine fa riferimento alla branca della cosmetologia che studia e produce articoli dedicati a pelli particolari, affette dalle più comuni patologie di tipo dermatologico come per esempio acne o secchezza o soggette a dermatiti. Per prevenire e trattare questi tipi di cute ci si può rivolgere direttamente al farmacista che può offrire ottimi consigli e indirizzare il paziente/cliente verso l’acquisto più appropriato all’interno del proprio reparto di dermocosmetica.

Il mercato della dermocosmesi in Italia offre alla farmacia potenzialità di sviluppo che in buona parte rimangono inespresse, perché il farmacista fa spesso fatica a cogliere richieste e tendenze del pubblico. E’ quanto suggerisce l’indagine condotta dalla società di ricerche Focus Management e presentata il 27 giugno all’assemblea annuale del Gruppo cosmetici in farmacia di Cosmetica Italia, l’associazione che rappresenta i produttori del comparto.

La prima evidenza che emerge netta dallo studio riguarda la consapevolezza del consumatore: il 69% dei clienti della farmacia non sa che cosa sia la dermocosmesi e soltanto il 18% fornisce la risposta più corretta («prodotti cosmetici per la pelle»). Resta però il fatto che il 22% degli acquisti effettuati in questo segmento obbedisce a motivazioni che sposano ampiamente la mission elettiva della farmacia: il 15% dei consumatori dichiara di comprare prodotti cosmetici per la salute della pelle, il 7% a causa di un problema dermatologico. Più in generale, il 60% colloca l’acquisto di cosmetici tra le cose più importanti che quest’anno ha fatto per sentirsi bene e migliorare la propria salute.

La ricerca di Focus Management individua anche le probabili mancanze che sono all’origine delle potenzialità inespresse della farmacia. Per cominciare, il canale non sfrutta adeguatamente il traffico che lo caratterizza: nonostante il 70% circa dei consumatori faccia visita a una farmacia più di due volte al mese, gli acquisti di cosmetici risultano più frequenti in canali meno trafficati.
In più, la farmacia non sfrutta la vendita assistita, che peraltro dovrebbe essere un plus del canale, dato il suo livello di specializzazione, per generare sinergie “cross category” all’interno del reparto cosmetico.

Di qui l’attenzione e gli investimenti che sempre più le aziende produttrici di prodotti dermocosmetici rivolgono al canale farmacia e al farmacista, offrendo loro un più attento presidio del punto vendita in termini di consulenza, un maggiore supporto in termini di strumenti di marketing e comunicazione, oltre ad una maggiore e più approfondita formazione del personale sul punto vendita.

Conseguenza dell’evoluzione del canale farmacia e delle sue potenzialità unitamente allo sviluppo del settore dermocosmetico in Italia, sono le opportunità professionali che ne derivano sia lato impresa sia lato farmacia.

I profili maggiormente ricercati dalle aziende produttrici di dermocosmesi sono sia nell’ambito del marketing (Brand o Product manager, Trade Marketing Manager), sia in ambito commerciale (Direttore Vendite Italia o Area Manager o Retail Account Manager), in entrambi i casi con una profonda conoscenza delle dinamiche legate al canale distributivo di riferimento (farmacie).

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