Dall’iper-specializzazione alla figura “di potenziale”

 

In un panorama accademico e lavorativo che tende sempre più all’iper-specializzazione, sono in aumento le richieste di professionisti che abbiano un approccio generalista e un’ottima capacità di visione d’insieme.

Se, da una parte, le Università tendono a creare sempre più indirizzi per permettere la verticalizzazione delle competenze dei proprio studenti, dall’altra, numerose sono le interfacoltà che permettono la contaminazione tra un’area funzionale e l’altra. Allo stesso modo, nelle aziende, sebbene vi sia sempre bisogno de “Lo specialista” con la “L” maiuscola, in crescita sono anche i ruoli che fungono da trait d’union tra le diverse unità aziendali, provenienti da una determinata funzione e inseriti in un’altra per apportare valore aggiunto e sviluppare aree secondo schemi lavorativi diversi dal tradizionale.

Noi head hunter nasciamo proprio in seno alla richiesta da parte delle aziende di profili altamente specializzati in un dato segmento di business e, sempre più, è richiesto al consulente di valutare e soppesare non solo le caratteristiche caratteriali del candidato, bensì anche il bagaglio nozionistico e di competenze maturato dallo stesso al fine di riproporlo in ruoli dove sviluppare de facto il proprio potenziale.

Per la società di consulenza, quindi, non si tratta meramente di trovare il candidato che ha maturato la data esperienza nel dato contesto aziendale, ma sempre di più è necessario mappare il professionista in tutte le sue sfaccettature e trovare quello che meglio riesce ad interpretare il ruolo descritto a fronte della sua specializzazione e delle sue competenze, le quali spesso si giocano tutte sulla capacità di comprensione dell’ambiente di riferimento e dei processi ad esso sottesi.

Via libera quindi a specialisti della qualità che vengono inseriti in ambito manutenzione, a responsabili di produzione che prendono in mano la supply chain o a product manager che ricoprono il ruolo di buyer in contesti produttivi.

L’head hunter sempre di più accompagna i suoi interlocutori, azienda e candidato, nella reciproca conoscenza e nello svelamento del potenziale che trascende dal ruolo ad oggi ricoperto, mettendo in luce tutti i vantaggi per i due protagonisti.

Buona lettura,

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