Il mercato del lavoro odierno è molto competitivo e si affida a logiche sempre più veloci e ferree. La premessa è dunque che se per ogni posizione esiste un curriculum idoneo, se non addirittura tecnicamente perfetto, forse sarebbe più opportuno concentrarsi su altro durante l’intervista. Lo sa l’head hunter e lo sanno anche i candidati, ragion per cui ci permettiamo di porre l’accento su alcuni aspetti che, durante un colloquio, vengono spesso e volentieri trascurati o addirittura dimenticati.

La spontaneità: si tratta di una caratteristica che, soprattutto nei profili più Senior, viene troppo spesso considerata un punto debole o comunque un qualcosa di inefficace e banale. Un aspetto che, sulla carta, potrebbe minare la presentazione del proprio profilo professionale e che troppe volte porta la persona ad abbandonarsi in costrutti ed artefatti. Tuttavia la capacità di saper raccontare sé stessi con semplicità non farebbe altro che agevolare la comunicazione con il consulente svelando, sin dall’inizio, le proprie attitudini e permettendo quindi di identificare nell’immediato le caratteristiche consone al colloquio. Tutto questo per chiarire quello che gli americani identificano con il termine di Soft Skill, ovvero la capacità di entrare in empatia con il prossimo e dimostrare così spirito di collaborazione.

Si tratta di caratteristiche che spesso e volentieri incidono notevolmente durante il colloquio e che, il più delle volte, possono mettere in secondo piano le lacune relative ad alcune competenze richieste dall’azienda cliente. Perché? Perché assodando alcune caratteristiche e propensioni personali non si può che parlare di potenziale. E’ indubbio, dunque, che si stia parlando di valori che nulla hanno a che fare con il proprio Curriculum o il voto preso durante il diploma o la laurea.
A supportare queste riflessioni intervengono anche quelle voci che troppe volte vengono lasciate a piè di pagina e relative ai propri hobby e agli sport. Si tratta di attività e di passioni che incarnano un ruolo determinante per l’identificazione di un profilo professionale. Ad esempio: se si pratica il gioco del Rugby è indubbia l’attitudine al gioco di squadra e alla tenacia, se non al coraggio, che investe la persona al momento dello “scontro e confronto”.
Un altro esempio sono i viaggi che la persona ha fatto o ha in previsione di fare. Una persona predisposta all’avventura in solitaria dimostra la tenacia e l’equilibrio fondamentali alla direzione di funzioni ed organizzazioni. Non ultima è l’ambizione, sin dalla giovane di età, di rendersi indipendenti attraverso lavori saltuari o, come spesso mi piace leggere, di cameriere. Si tratta di professioni che chiariscono la presenza di una persona pronta alla presa di responsabilità e sicura del sacrificio che il lavoro richiede. Forse le società di Ricerca e Selezione dovrebbero ricorrere ad interviste accompagnate da test psicoattitudinali e cognitivi, al fine di individuare e soppesare al meglio il bagaglio di Soft Skill di un individuo.

Resta inteso che dovremmo abbandonare i formalismi con i quali troppe volte costruiamo il nostro Curriculum e concentrarci con maggiore sicurezza su chi siamo e siamo stati.

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