Fino a qualche anno fa la parola innovazione destava in noi uno strano senso di incertezza. Davanti alle novità eravamo da una parte curiosi e dall’altra intimoriti nel lasciare il certo per l’incerto. Eppure oggi la sentiamo nominare sempre più spesso e ci sembra normale, se non doveroso, avere un prodotto all’avanguardia realizzato con materiali nuovi, leggeri, in grado di dare le performance migliori. E ovviamente questo mantenendo il costo del prodotto invariato, se non desiderandolo inferiore.

Ma come può essere possibile tutto ciò? Cosa si nasconde dietro la pretesa del consumatore di avere sempre il meglio con il giusto rapporto qualità prezzo?

Le aziende percepiscono il bisogno di posizionarsi sul mercato con la loro offerta, rigorosamente prima e meglio dei competitors. Per poter rispondere a questa necessità diventa un obbligo dare il giusto spazio e il giusto risalto al ruolo della ricerca e sviluppo.

Sempre più l’R&D risulta essere chiave per le realtà produttrici. Sono necessarie nuove idee, nuovi progetti, nuovi materiali.

Ma da sola la ricerca e sviluppo è sufficiente per rispondere a questo bisogno? Come possono queste idee diventare concrete?

E’ in questo passaggio fondamentale che si trova una delle figure che Technical Hunters conferma essere tra le più richieste nel mercato oggi: l’ingegnere di processo. In interfaccia con la ricerca e sviluppo o con l’ingegneria analizza la fattibilità del progetto e dopo attente analisi e valutazioni restituisce un feedback alla produzione, gestendo l’attività di industrializzazione. Avere nel proprio team un buon ingegnere di processo significa riuscire a ridurre i costi per i nuovi impianti e occhi vigili per ottimizzare i processi produttivi già esistenti massimizzando la produzione e permettendo alle aziende di restare sempre sulla cresta dell’onda.

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