Nelle aziende, i responsabili delle assunzioni danno per scontata l’ottima preparazione dei candidati. Così guardano alle loro esperienze personali: vince chi ha viaggiato zaino in spalla, chi organizza le trasferte di un gruppo di tifosi, chi cucina per gli amici. E perfino chi fa giardinaggio.
E la differenza, tra un candidato e un altro, si gioca ormai sul dettaglio. Sull’ increspatura di voce al colloquio, non necessariamente un punto debole perché denota spontaneità. Sulle esperienze all’ estero. Sulla capacità di saper raccontare se stessi senza scadere nel costruito, nell’ artefatto.

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