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17 Settembre 2015

Come sta mutando il nuovo management internazionale

Un nuovo management si sta affacciando ed ha un piglio molto particolare. Spesso vive facendo la spola tra vari paesi, ha formazioni molto diverse da quelle cui siamo abituati, è poliglotta e sempre più altamente specializzato.

Innanzi tutto nuovi sistemi scolastici si affacciano: il nozionismo sta perdendo terreno contro l’insegnamento del pensiero creativo che già si attua in molte scuole orientali. Ne escono da anni ragazzi, oggi giovani manager, dotati di particolare flessibilità mentale. L’alta specializzazione nel percorso formativo diventa un must, ed i master o i phd la condizione necessaria per ambire a certe posizioni. La conoscenza fluente di almeno due o tre lingue è cosa abituale e scontata per un management che lavora e vive in contesti internazionali, tra New York e Tokyo, Londra e Singapore, Mosca ed Hong Kong.

Ad onor del vero, il crescente progresso tecnologico renderà nel medio termine obsoleto (processo già in atto) il vivere tra perenni lunghe trasferte aeree a favore di videoconference e mezzi di comunicazione sempre più moderni. I modi di fare carriera stanno cambiando ed è inutile negare che i veri high flyer mediamente non vengono fatti viaggiare incessantemente ma viene data loro la possibilità di scegliere le location che preferiscono.
Sono cambiati anche i pacchetti retributivi: se un tempo ad un expatriated le società fornivano ricchissimi contratti tutto compreso, oggi molto si gioca sulla negoziazione personale basata sugli skill dei singoli.

La tendenza prevedibile sarà quella che ogni paese si cresca un proprio management locale valorizzando quelle che sono i valori e le potenzialità anche culturali “in house”; il che non vuol dire che spariranno le connessioni internazionali, destinate invece ad intensificarsi in un’ottica di crescente globalizzazione.

Altra questione sono le compagne/mogli dei manager, posto che mediamente gli stessi vogliono accanto a sé donne stimolanti, che davanti a uomini perennemente assenti o sono disposti a seguirli con famiglia o sono a loro volta manager. Ma qui apriamo la problematica delle coppie che vivono sostanzialmente spesso vite molto autonome.

Questo ci porta direttamente a considerare lo svantaggio che ha la manager al femminile, spesso con famiglia, cui viene richiesto di viaggiare perennemente: ruoli difficilmente conciliabili, sperabilmente almeno le multinazionali dovrebbero affrontare la questione.

Spenderei una chiosa analizzando brevemente, in questo contesto il management italiano. La prima palese lacuna, in molti casi, è quella linguistica, complice un sistema scolastico non appropriato. Seguono in alcuni casi comportamenti legati allo status come circondarsi di barriere inattaccabili o legarsi ad oggetti considerati simboli di successo. I manager di nuova generazione sono sempre on line e disponibili, perché non si sa mai da che parte potrebbe arrivare un prossimo contatto interessante.

Il Management sta, quindi svoltando ad alti livelli, varrà senz’altro la pena di seguirne le future evoluzioni.

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